Concimazione

 

I terreni di cui ci prendiamo cura sono quasi esclusivamente coltivati ad agrumeto. Trattandosi di un’azienda creata (cent’anni fa) seguendo un’idea di produzione mono-colturale, è chiaramente necessario intervenire regolarmente per restituire al terreno gli elementi sottratti dalle colture.

Concimi

Attraverso il sistema irriguo somministriamo borlanda, questa è un residuo di lavorazione della barbabietola da zucchero (melasso di barbabietola; più raramente proviene dalle vinacce). Contiene fosforo in percentuali trascurabili, ma ha quantità di potassio anche più del doppio dell’azoto presente (N 3, K 6,5), tanto da doverla considerare soprattutto un concime potassico (fonte). La borlanda è biologica, ma viene dal Nord Italia con un’autobotte che percorre l’Italia da un estremo all’altro, il che non è proprio il massimo della sostenibilità..

Un altro prodotto somministrabile sia per fertirrigazione, sia spruzzandolo sulle foglie (concimazione fogliare) è l’azofert della Lindos. Si tratta di un prodotto derivato dagli scarti di macellazione, principalemente epitelio animale e serve fondamentalmente a conferire azoto alle piante. A parte il fatto che spruzzare animali liquefatti fa un po’ impressione (mi fa pensare al remake de “la guerra dei mondi”, in cui gli alieni però usavano noi come concime..) inoltre l’odore non è proprio gradevole. Comunque è biologico..

Una volta l’anno somministriamo il letame, ovviamente biologico o proveniente da allevamenti estensivi e con una maturazione di almeno 6 mesi; abbiamo trovato degli allevamenti che hanno un prodotto davvero buono, e ci viene portato polverizzato, caldo e morbido, con un odore intenso ma gradevole, perfettamente pulito da ogni impurità, senza neanche un pezzetto di laccio in plastica dentro o una cicca di sigaretta. Usiamo sia letame ovino, che di vacca. A volte raccolto in grossi sacchi da caffè, altre volte sfuso. Nei terreni più poveri di humus e terra organica copriamo il letame con uno spesso strato di paglia ( o paglia di grano o fieno vecchio) per indurre la fermentazione dello stesso e la produzione di terriccio microbiologicamente ricco. Questo lo facciamo per cercare di conferire al terreno, oltre che l’azoto, la ricchezza microbiologica di cui ha bisogno, e di cui tendenzialemente i terreni con monocolture sono carenti.

In situazioni critiche, come avvene dopo la violenta grandinata del marzo 2012, ricorriamo a concimazioni fogliari con prodotti tecnici rapidamente efficaci (ed estremamente costosi). Come l’organico N8 ed il physioFE della SPAA (azienda marchigiana specializzata).

Sinergie

Oltre ad apportare elementi nutrienti esterni, stiamo cercando di arricchire la nostra terra tramite sinergie tra piante diverse oltre che tra piante ed animali. 

Ad esempio I polli e le anatre sono molto utili nel contenimento dell’inerbimento, dei parassiti ed ovviamente concimano..

Sinergie con le erbe.

Seminiamo e propaghiamo varietà erbacee che arricchiscano il terreno sotto gli agrumi, sia nella struttura che nella composizione chimico/microbiologica, come ad esempio le leguminose (fave, piselli, erba medica, trifoglio ed anche il carrubbo..). Abbiamo propagato con successo l’erba medica, che sta crescendo bene nei giovani agrumeti spaziosi e luminosi. Meno successo ha avuto la semina del trifoglio bianco repens e del trifoglio sotterraneo. Queste piante si presterebbero alla creazione di coperture verdi permanenti, ma le loro esigenze ambientali temo non siano del tutto compatibili con il nostro microclima ed con il luogo di semina. Infatti abbiamo avuto una germinazione iniziale durante il primo inverno nelle aree più soleggiate, ma il manto erboso è sparito con l’inizio dell’estate, mentre nelle zone più ombreggiate neanche traccia.

Innanzi tutto gli agrumeti adulti potrebbero essere troppo bui per stimolare lo sviluppo di queste erbe. Inoltre i nostri cicli di irrigazione estiva (pianificati al millilitro per le esigenze degli alberi) potrebbero essere stati insufficienti.

C’è da considerare anche la predazione dei semi fatta da parte delle formiche, sebbene abbiamo cercarcato di distrarle seminando spezzato di mais e grano come esca. Comunque non smetto di sperare che parte dei semi “partano” questo inverno, dopo un anno di ambientamento. Altre volte mi è successo che questo tipo di semina desse frutti con un anno di ritardo.. Adesso vorrei provare a seminare la lenticchia nera ennese, se solo ne trovassi da semina.

Stiamo cercando di propagare anche la Lippia nodosa (o nodiflora) che non è una leguminosa, ma una strisciante che non compete con le radici degli alberi (se non molto superficialmente) ma aiuta a contenere le altre erbe, alcune delle quali crescono fino a rendere i frutteti inaccessibili. Inoltre ha una fioritura che dura quasi dieci mesi, quindi è un ottima risorsa per le api.

Cura del terreno

Per contribuire ad arricchire il terreno di materia organica, maciniamo la rimonda (cio che risulta dalla potatura) a terra, sotto le piante. Lo facciamo con l’ausilio di una macchinario portato dal trattore: il macinalegna.. In questo modo si depositano sul terreno strati di schegge, che insieme alle foglie vengono inglobati dall’erba, formando uno strato morbido ed umido che apporta metria organica al terreno, contribuisce a trattenere l’umidità d’estate ed accoglie un ricco universo microbiologico.

Tutte le attività sopra descritte rientrano in una visione che parte da una concezione “tradizionale” (una tradizione tipica degli ultimi 60 anni) di supporto alla produzione agricola e tende verso un’idea di cura della terra in senso più ampio, attenta all’equilibrio dei vari elementi che la costituiscono. Un approccio più olistico che si pone come fine ideale un sistema produttivo permanente, meno dipendente dall’apporto esterno di elementi nutritivi e curativi (siano essi chimici o biologici..). Chiaramente essendo produttori di arance non possiamo certo estirpare tutto dall’oggi al domani e piantare una foresta, ma stiamo cercando di trovare un nuovo punto equilibrio che con un mutamento costante e progressivo ci porti lì dove vorremo, dandoci il tempo di imparare, sperimentare e capire.